Cyberattacchi trasporto: nel 2025 in Italia 238 vittime. Cosa dice la Relazione ACN e perché la fiducia digitale fa la differenza
Il settore della logistica scala la classifica delle minacce informatiche, tra DDoS, ransomware e furti di merce che partono sempre più spesso da una tastiera
Cyberattacchi trasporto, la logistica non è più un bersaglio secondario. Sono 238 le aziende del trasporto merci colpite da un attacco informatico in Italia nel 2025, secondo la Relazione annuale al Parlamento dell’Agenzia per la Cybersicurezza Nazionale (ACN). Un dato che colloca il comparto al sesto posto assoluto tra i settori più bersagliati del Paese, in una classifica guidata da pubblica amministrazione (nelle sue articolazioni centrale e locale) e telecomunicazioni, seguite da tecnologico (266 vittime) e servizi finanziari (261 vittime). La logistica, quindi, è entrata stabilmente nel radar dei cybercriminali, complice una digitalizzazione che ha reso ogni flotta, ogni spedizione e ogni piattaforma di scambio carichi un potenziale punto di accesso.
Il quadro nazionale: più eventi, ma anche più prevenzione
Il quadro generale tracciato dall’ACN racconta un 2025 di crescita degli attacchi, ma anche di maggiore capacità di risposta del sistema Paese. Il CSIRT Italia – Il Team dell’Agenzia ACN per la risposta agli incidenti cyber – ha gestito complessivamente 2.729 eventi cyber nel corso dell’anno, con una media di 227 al mese contro i 165 del 2024: un aumento del 38%. Gli incidenti veri e propri, quelli che si sono tradotti in danni concreti, sono invece cresciuti in misura molto più contenuta, il 7%, fermandosi a 615 casi nell’intero anno. Una forbice che l’Agenzia attribuisce al rafforzamento delle attività di prevenzione: nel 2025 sono state inviate quasi 47mila comunicazioni di allerta a soggetti pubblici e privati, e gli indicatori di compromissione condivisi con il sistema produttivo sono passati da 125mila a oltre 800mila.
Trasporti nel mirino: DDoS, vulnerabilità e una gestione più autonoma
I trasporti seguono lo stesso trend nazionale, con un incremento degli attacchi in linea con la media generale, +38% rispetto al 2024. A pesare maggiormente sono gli attacchi DDoS – un’inondazione di traffico internet fittizio inviato a un sito web o server da più fonti contemporaneamente -: il comparto risulta il terzo più colpito in assoluto da questa tipologia di minaccia, con 108 eventi registrati nell’anno, spesso rivendicati da gruppi hacktivisti e diretti contro siti web di società di gestione aeroportuale e altri operatori logistici. L’impatto operativo resta generalmente limitato, quasi sempre a poche decine di minuti di irraggiungibilità di un sito, ma la frequenza con cui si ripetono racconta di un settore sotto pressione costante.
Sul fronte della superficie di attacco, l’ACN ha mappato nei sistemi di trasporto ben 138 vulnerabilità di livello critico, 103 di livello alto e 36 di livello medio: numeri che segnalano, per molti operatori, l’urgenza di intervenire su aggiornamenti e patching. Un dato in controtendenza restituisce però un’immagine più incoraggiante: i trasporti hanno richiesto solamente il 2% degli interventi di supporto diretto erogati dal CSIRT Italia, segno di una capacità crescente degli operatori logistici di gestire autonomamente gli incidenti, anche grazie all’allerta preventiva.
Ransomware e furto merci: quando l’attacco informatico diventa un problema fisico
È sul fronte del ransomware che il rischio assume i contorni più concreti. La Relazione ACN segnala come questa minaccia, pur meno diffusa di altre, sia la più critica in termini di impatto: colpisce soprattutto le piccole imprese, in particolare del manifatturiero, ma nei trasporti si manifesta spesso con un obiettivo specifico, il furto della merce. Le attività illecite sono facilitate da livelli di cybersicurezza ancora limitati in molte realtà del settore e, in alcuni casi, hanno causato indisponibilità prolungate di dati e sistemi, con ricadute dirette sulla continuità operativa delle aziende coinvolte.
Il quadro europeo, tracciato dal Threat Landscape Report 2025 dell’ENISA, conferma la stessa tendenza su scala continentale: i trasporti sono il secondo settore più colpito nell’Unione Europea dopo quello governativo, con il ransomware responsabile di oltre l’80% degli incidenti registrati. E non è un caso che Italia e Germania guidino oggi la classifica europea per episodi di frode nel trasporto merci e cargo crime: il furto fisico, sempre più spesso, comincia con un’intrusione digitale.
La fiducia come infrastruttura: il ruolo di Golia Exchange
In questo scenario, la fiducia digitale diventa l’infrastruttura invisibile su cui si regge l’intera filiera logistica. Quando un’azienda affida un carico a un vettore che non conosce, o riceve una richiesta di modifica delle coordinate di consegna da un canale non verificato, il rischio non è più solo commerciale: è anche cyber. È esattamente questo il tipo di problema che Golia Exchange, la prima Borsa Carichi Relazionale nata dalla collaborazione tra 360PAY, Golia360 e Trans.eu Group, punta ad affrontare. La piattaforma non si limita a mettere in contatto domanda e offerta di trasporto: costruisce un ambiente in cui ogni controparte può essere verificata, dove è possibile consultare la regolarità dei pagamenti, lo storico operativo e il rating complessivo di un committente prima di accettare un carico, e dove la negoziazione avviene su canali tracciati e trasparenti, non su email o messaggi facilmente falsificabili. In un settore dove il furto della merce parte sempre più spesso da una compromissione informatica o da un’identità digitale contraffatta, poter contare su una community qualificata, con standard condivisi e collaborazione strutturata tra imprese, non è un vantaggio accessorio: è una prima linea di difesa concreta, che riduce l’esposizione al rischio proprio nel punto più delicato della catena, lo scambio di informazioni tra vettore e committente.
La sicurezza passa anche da qui
I numeri della Relazione ACN 2025 raccontano un settore che sta imparando a difendersi, ma che resta un obiettivo strategico per chi opera nel cybercrimine. Investire in sistemi verificati, in processi di autenticazione solidi e in piattaforme che rendono misurabile la reputazione di ogni interlocutore è oggi parte integrante della gestione del rischio logistico, tanto quanto il controllo dei tempi di guida o la manutenzione della flotta. La sicurezza, in un ecosistema sempre più digitale, passa anche da qui