Golia360 porta le istanze del trasporto al CNEL. Digitalizzazione, obiettivo adeguare la normativa
Un importante passo per l’aggiornamento normativo in materia di digitalizzazione nel settore della mobilità è stato compiuto nel corso dei recenti tavoli di lavoro promossi dal CNEL (Consiglio Nazionale dell’Economia e del Lavoro). Alle audizioni e ai successivi gruppi operativi — che nei giorni scorsi hanno portato alla redazione del documento “Indagine conoscitiva settori logistica, GDO, multiservizi, trasporti” — ha preso parte anche il Founder & CEO di Infogestweb – Golia360, Claudio Carrano, che ha partecipato in particolare ai tavoli di lavoro dedicati al controllo a distanza dei lavoratori e al lavoro interinale, portando il punto di vista delle imprese di trasporto.
Nell’ambito del primo gruppo, l’impegno di Carrano si è focalizzato sulla formulazione di proposte normative in grado di semplificare e rendere più accessibile l’adozione di tecnologie come la geolocalizzazione e la raccolta automatica dei dati telemetrici dei veicoli o di altri dati utili alla valutazione e pianificazione del trasporto. ”Si tratta di tecnologie che oggi vengono sottoposte a complessi iter autorizzativi presso i sindacati o gli Ispettorati del Lavoro, senza tempistiche certe e di standard condivisi. Partecipare a questi tavoli è stato fondamentale per contribuire all’avvio di un percorso concreto di aggiornamento normativo. Sono molto soddisfatto dell’esito di questa concertazione: per la nostra azienda è stato un orgoglio essere l’unico interlocutore a rappresentare il settore dei servizi tecnologici per il trasporto in una sede istituzionale di grande rilievo, in grado di incidere positivamente sul miglioramento delle norme”, afferma Carrano, secondo il quale “si è tenuto un confronto molto proficuo tra professionisti del settore, che ha evidenziato come le attuali leggi italiane in ambito lavorativo siano frammentate e necessitino di essere aggiornate per poter fronteggiare in modo adeguato le sfide e le opportunità che derivano dall’innovazione tecnologica”.
L’obiettivo dell’attività promossa dal CNEL, continua Carrano, è quello di mettere le imprese “nelle condizioni di cogliere nuove opportunità di crescita e di sviluppo per il settore dei trasporti, nel pieno rispetto della normativa. I tavoli di lavoro, a cui ho partecipato insieme a Francesca Fiorini, Segretaria Generale di ALIS, hanno sottolineato che l’evoluzione tecnologica richiede un adeguato intervento normativo che, oltre a garantire la protezione dei lavoratori, sostenga una transizione sostenibile per tutti i comparti economici interessati. È fondamentale costruire un ambiente di lavoro capace di affrontare le sfide poste dalla digitalizzazione, salvaguardando al contempo i diritti essenziali dei lavoratori”.
L’analisi svolta al CNEL ha preso in esame gli impatti dei nuovi sistemi tecnologici sugli assetti organizzativi aziendali e sulle pratiche lavorative in Italia. In particolare, Carrano ha portato il punto di vista delle imprese di trasporto in tema di geolocalizzazione, privacy e tracciamento: “Le aziende e gli organi di controllo devono avere maggiore chiarezza sull’applicazione della normativa, un’esigenza maturata anche all’interno di ALIS. In particolare, servono tempi certi da parte di chi deve approvare la localizzazione, ovvero sindacati e ispettorati. Un’altra proposta che abbiamo avanzato è che la geolocalizzazione andrebbe considerata come uno strumento di lavoro e quindi non necessiterebbe di autorizzazione, in quanto senza di essa non si può operare. È determinante sapere dove si trovi il veicolo, quanto consuma e se ha bisogno di manutenzione. I dati relativi alla geolocalizzazione devono essere conservati in funzione del loro utilizzo per eventuali altre attività, come ad esempio la fatturazione o per rispondere a eventuali vertenze o contestazioni di varia natura”.
Il prossimo passo sarà quello di avviare un confronto proficuo con i sindacati, per raccogliere anche il loro contributo prima di far approdare le proposte nelle commissioni parlamentari. “L’adattamento della normativa deve essere affrontato con uno sguardo proiettato al futuro, in grado di armonizzare sviluppo tecnologico e tutela dei diritti dei lavoratori”, conclude Carrano.