Rentri, quasi 47mila operatori iscritti: ora la partita si sposta sulla geolocalizzazione dei mezzi
Il settore del trasporto rifiuti dispone oggi di una fotografia sempre più dettagliata e aggiornata della propria struttura. Risultano oggi iscritti al Rentri, il Registro elettronico nazionale per la tracciabilità dei rifiuti, 46.822 operatori, ai quali fanno capo 50.027 unità locali. Il dato emerge dalla nuova piattaforma di analisi messa a disposizione dal Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, sviluppata con il supporto tecnico dell’Albo Nazionale Gestori Ambientali, che rende consultabile la distribuzione territoriale degli operatori iscritti e delle relative sedi operative.
A guidare la classifica provinciale è Roma, con 3.013 operatori iscritti, seguita da Milano (2.237), Napoli (1.981) e Torino (1.665). Completano la top ten Brescia, Firenze, Bari, Bergamo, Caserta e Monza Brianza, tutte sopra i 900 operatori. La differenza tra il numero di imprese e quello, più elevato, delle unità locali racconta un settore organizzato in rete, con molte aziende che gestiscono più sedi operative sul territorio nazionale.
Le mappe elaborate dalla piattaforma confermano inoltre una geografia ormai consolidata della produzione di rifiuti: Lombardia, Veneto ed Emilia-Romagna restano il cuore pulsante del comparto, sia per i rifiuti pericolosi (fino a 1,7 milioni di tonnellate nella fascia più alta) sia per quelli non pericolosi, che in queste regioni toccano punte fra 8,3 e 13 milioni di tonnellate. Un Nord Italia che concentra la produzione industriale e, di conseguenza, anche l’intensità dei flussi logistici legati allo smaltimento e al recupero.
Dalla fotografia dei numeri alla prossima scadenza: la geolocalizzazione dei mezzi
Se i numeri di luglio raccontano quanto il settore si sia ormai consolidato attorno al nuovo Registro, la vera partita della digitalizzazione del trasporto rifiuti si gioca sul fronte della tracciabilità satellitare. Il Rentri, istituito dal decreto ministeriale 4 aprile 2023, n. 59 in attuazione dell’articolo 188-bis del Testo unico ambientale (D.Lgs. 152/2006) e subentrato al vecchio Sistri, ha introdotto tra i suoi requisiti tecnici anche l’obbligo di dotare i veicoli adibiti al trasporto di rifiuti speciali pericolosi di sistemi di geolocalizzazione satellitare.
La normativa prevede che i sistemi di geolocalizzazione raccolgano dati idonei a documentare il percorso del veicolo durante il trasporto dei rifiuti, rendendo possibile la ricostruzione degli spostamenti effettuati e la loro integrazione con gli strumenti di tracciabilità previsti dal RENTRI. Per le imprese del settore, il 13 febbraio 2027 rappresenta la prossima importante scadenza nel percorso di digitalizzazione della tracciabilità dei rifiuti. Dopo l’introduzione dell’obbligo di geolocalizzazione dei veicoli autorizzati al trasporto di rifiuti pericolosi, il sistema normativo si orienta verso una progressiva integrazione dei dati di localizzazione con l’ecosistema RENTRI, secondo le modalità tecniche definite dai provvedimenti attuativi.
Per questo motivo le aziende sono chiamate fin da ora a dotarsi di soluzioni in grado non solo di localizzare i mezzi, ma anche di gestire, conservare ed esportare i dati di percorso secondo standard interoperabili, così da affrontare senza criticità le future evoluzioni del sistema di tracciabilità nazionale.
Un passaggio che risponde a un obiettivo preciso del legislatore: rafforzare la tracciabilità della filiera dei rifiuti lungo tutto il suo percorso, incrociando la documentazione ambientale con i dati oggettivi di localizzazione dei veicoli, per prevenire abusi, gestioni irregolari e reati ambientali che negli anni hanno colpito duramente il comparto.
Golia360, un partner tecnologico per la compliance e la localizzazione della flotta
Golia360, un partner tecnologico per la compliance e la localizzazione della flotta
Per le aziende di trasporto rifiuti, la scadenza del febbraio 2027 non è una data lontana: adeguare processi, flotte e sistemi informativi richiede tempo, soprattutto quando la compliance normativa deve integrarsi con la gestione quotidiana dei mezzi. È in questo spazio che si colloca il lavoro di Golia360, società IT specializzata nel fleet management che affianca gli operatori del trasporto nella transizione verso soluzioni tecnologiche capaci di rispondere insieme a due esigenze: la localizzazione satellitare dei veicoli e l’interoperabilità con le piattaforme normative come il Rentri.
Golia360 mette a disposizione delle imprese sistemi di geolocalizzazione e strumenti digitali pensati per tradurre un obbligo di legge in un vantaggio operativo: monitoraggio dei tragitti in tempo reale, tracciamento coerente con i requisiti tecnici richiesti ed esportazione dei dati in formati compatibili con gli standard di interoperabilità del Registro nazionale. Un supporto che permette alle aziende del settore di arrivare preparate alla scadenza del 2027, senza rincorrere l’adeguamento all’ultimo momento e trasformando la tracciabilità satellitare in un elemento di efficienza per la gestione della flotta, oltre che di conformità normativa.
In un settore che, come dimostrano i numeri del Rentri, cresce in dimensioni e complessità, la capacità di coniugare digitalizzazione, trasparenza e continuità operativa diventa un fattore competitivo. Ed è proprio su questo terreno che Golia360 si propone come partner strategico per le imprese del trasporto rifiuti.