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Piemonte, fino a 25.000 euro a fondo perduto per digitalizzare la flotta: il bando apre il 22 ottobre

25/09/26
| di Redazione Golia360

Un bando regionale pensato per le esigenze dell’autotrasporto. Il Voucher digitalizzazione PMI 2026 della Regione Piemonte mette sul piatto 19,2 milioni di euro per le PMI che investono in tecnologie digitali. Nell’elenco degli strumenti che si possono finanziare compaiono, testualmente, i sistemi di geolocalizzazione per la logistica e il fleet management. Significa che un’impresa di trasporto piemontese può ottenere un contributo a fondo perduto per dotare la propria flotta degli strumenti che servono a sapere dove sono i mezzi, come vengono utilizzati e quanto costano.

La misura è finanziata con 19,2 milioni di euro, di cui 18 milioni dal Programma regionale FESR 2021-2027 e 1,2 milioni dal sistema delle Camere di commercio piemontesi. A gestirla è Unioncamere Piemonte. Le domande si presentano dalle ore 11 del 22 ottobre alle ore 16 del 15 dicembre 2026, ma la data da segnare in rosso è la prima: il bando funziona a sportello, le richieste vengono esaminate in ordine cronologico e finanziate fino a esaurimento dei fondi. Chi arriva tardi rischia di finire in lista d’attesa. Come sempre Golia360, società IT specializzata nello sviluppo di soluzioni tecnologiche per il mondo del trasporto, è al fianco delle aziende del settore per aiutarle a cogliere nuove opportunità di crescita.

Chi può partecipare

Il voucher è riservato alle micro, piccole e medie imprese che hanno la sede legale o un’unità locale operativa attiva in Piemonte. Oltre ai requisiti consueti, come il DURC regolare e il pagamento del diritto camerale negli ultimi tre anni, c’è un paletto importante: non possono partecipare le imprese che hanno già ricevuto un contributo dai bandi Voucher digitalizzazione PMI 2023 e 2024. Ogni azienda può presentare una sola domanda.

Quanto vale il contributo

Il voucher copre una parte della spesa ammessa, e la percentuale dipende dalla dimensione dell’impresa: il 65% per le micro imprese, il 60% per le piccole e il 50% per le medie. Il contributo massimo è di 25.000 euro per tutti, mentre la soglia minima è di 4.000 euro per le micro e di 5.000 euro per le piccole e medie imprese.

Tutti gli importi si intendono IVA esclusa. Per fare un esempio concreto, una micro impresa di trasporto che investe 20.000 euro nella digitalizzazione della flotta riceve un voucher di 13.000 euro.

Le percentuali possono anche salire. Chi partecipa a un progetto collaborativo, cioè un gruppo da 3 a 20 imprese promosso da un soggetto aggregatore come un Digital Innovation Hub, un competence center, un ITS o una rete d’impresa con soggettività giuridica, ottiene 5 punti in più, a patto che il progetto preveda anche una parte di formazione sulla digitalizzazione. Si aggiunge inoltre un punto per chi possiede una premialità, fino a due per chi ne ha più di una: il rating di legalità, la prevalenza femminile o giovanile nel capitale sociale, la certificazione della parità di genere, lo status di startup o PMI innovativa.

Gli aiuti sono concessi in regime de minimis, secondo il Regolamento UE 2023/2831.

Perché riguarda chi fa trasporto

Per ottenere il voucher il progetto deve introdurre in azienda almeno una delle tecnologie elencate dal bando. La più vicina al mondo del trasporto è appunto la geolocalizzazione e il fleet management, che Golia360 propone all’interno dell’ecosistema digitale GoliaFleet, ma non è l’unica. Rientrano nell’elenco anche l’Internet of Things e la sensoristica interconnessa, cioè i dispositivi di bordo che raccolgono e trasmettono i dati dei veicoli; il cloud, che rende le piattaforme gestionali accessibili dall’ufficio, dallo smartphone e dalla cabina; l’intelligenza artificiale applicata alla manutenzione predittiva, all’automazione dei documenti e ai processi aziendali; i big data e le analisi che trasformano consumi, percorrenze e tempi in informazioni utili per decidere.

Completano il quadro i gestionali integrati come ERP e SCM, anche con tracciamento tramite RFID e barcode, i sistemi EDI per lo scambio elettronico dei documenti e le soluzioni di cyber security e business continuity. In altre parole, il bando guarda proprio a quegli strumenti che oggi fanno la differenza tra una flotta che si subisce e una flotta che si governa.

Che cosa si può finanziare, e che cosa no

Le spese ammesse sono di tre tipi. La parte principale riguarda beni e servizi strumentali: dispositivi, hardware, software e spese di connessione. Canoni, licenze e abbonamenti sono coperti per un massimo di due annualità, un dettaglio da tenere presente quando si costruisce il preventivo di un servizio in abbonamento. Accanto a questi il bando riconosce la consulenza e la formazione legate alle tecnologie introdotte, purché erogate da fornitori qualificati e purché insieme non superino il 30% della spesa complessiva.

Restano invece fuori gli smartphone, i beni usati o in leasing, le forniture di valore inferiore ai 500 euro, i costi del personale, i trasporti, vitto e alloggio, le spese generali, l’IVA quando è detraibile, le consulenze ordinarie di tipo fiscale, legale o commerciale e le certificazioni ISO. Anche la semplice sostituzione di computer e tablet non è ammessa, a meno che non sia chiaramente necessaria per realizzare il progetto.

Gli errori da non fare

Il primo, e il più costoso, è acquistare prima di aver presentato la domanda. Il bando è chiaro: sono ammissibili solo le spese sostenute dopo l’invio dell’istanza. Una fattura emessa o pagata prima dell’invio, anche di un solo giorno, esce dal perimetro del contributo.

Il secondo è sottovalutare il fattore tempo. Con uno sportello a ordine cronologico, arrivare pronti il 22 ottobre è già un vantaggio competitivo. Per questo la piattaforma ReStart di Infocamere consente di precaricare i documenti dal 12 ottobre alle ore 11: il precaricamento non dà alcuna priorità, ma permette di inviare la domanda nei primi minuti di apertura.

Il terzo è presentarsi senza preventivi. Le spese vanno dichiarate nell’apposito allegato e accompagnate dai relativi preventivi: una voce senza preventivo viene stralciata. E in fase di rendicontazione non si potrà cambiare nulla senza un’autorizzazione chiesta in anticipo via PEC.

C’è poi la parte documentale. Alla domanda va allegato il self-assessment digitale SELFI4.0, lo strumento gratuito di autovalutazione delle Camere di commercio, compilato negli ultimi dodici mesi. Tutti i file devono essere firmati digitalmente in formato .p7m e la domanda richiede una marca da bollo da 16 euro. Infine c’è il vincolo ambientale, il cosiddetto principio DNSH: i beni materiali acquistati devono avere certificazioni ambientali riconosciute, come Energy Star, EPEAT o TCO, oppure essere alimentati almeno all’80% da fonti rinnovabili, e il fornitore, il produttore o il distributore deve essere iscritto al Registro RAEE.

I tempi, dalla domanda al contributo

Una volta chiuso lo sportello, Unioncamere Piemonte ha 120 giorni per concludere l’istruttoria e concedere i contributi. Da quel momento l’impresa ha sei mesi per realizzare il progetto e rendicontarlo, dimostrando di aver speso tra il 70% e il 100% di quanto approvato: sotto quella soglia il contributo viene revocato per intero. Le fatture devono riportare il codice CUP assegnato con la concessione e i pagamenti devono essere tracciabili, perché anche un pagamento parziale in contanti rende inammissibile l’intera spesa. Il contributo viene poi liquidato entro 60 giorni dalla rendicontazione.

Gli impegni proseguono anche dopo: i beni acquistati vanno conservati per almeno tre anni, la sede non può essere delocalizzata per cinque anni dalla rendicontazione e la documentazione va conservata per dieci anni.

Golia360 al fianco delle imprese piemontesi

Il bando parla la lingua di chi gestisce una flotta, e la geolocalizzazione e il fleet management sono esattamente il campo in cui Golia360 lavora ogni giorno con le aziende di trasporto: localizzazione in tempo reale, gestione del tachigrafo, App Autista, dati di bordo che diventano decisioni.

Per le imprese che vogliono candidarsi, Golia360 mette a disposizione il proprio supporto già nella fase di preparazione: un’analisi del progetto per capire quali soluzioni rientrano negli ambiti del bando e come dimensionare l’investimento, un preventivo dettagliato pronto da allegare alla domanda, la documentazione tecnica sulle soluzioni fornite e una pianificazione dell’attivazione compatibile con i sei mesi previsti per realizzare e rendicontare il progetto.

Vuoi candidare la tua azienda? Contattaci per preparare progetto e preventivo prima dell’apertura dello sportello.

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